fu forse il gesto più maturo che le avessi mai visto fare.
Ci salutammo senza abbracciarci.
Non la vidi per un po’.
La vera chiusura arrivò una sera qualunque, nella mia cucina.
Non era una villa.
Non era un attico da rivista.
Era un luogo spazioso, sobrio, tranquillo, scelto da me.
Fuori pioveva.
Dentro profumava di vaniglia e burro.
Avevo deciso di preparare di nuovo la torta di mia nonna per portarla al turno notturno della manutenzione alla Altavera.
I ragazzi della squadra avevano concluso una settimana difficile e volevamo