piedi.
L’abito.
L’orologio discreto ma costosissimo.
La Bugatti.
La serenità che ormai non assomigliava per niente al figlio che abbassava la testa per evitare di essere distrutto.
—Che cos’è questo, Mateo? —chiese.
—La fine di un’abitudine.
In quel momento arrivò una seconda automobile.
Nera.
Sobria.
Da essa scese Lucía con una cartella blu, un notaio e il direttore legale di Altavera Group.
Vidi il colore abbandonare il volto di mio padre ancora prima che capisse il motivo.
Il suo telefono squillò.
Guardò lo schermo.
Riunione straordinaria.
Presenza obbligatoria.
Ore nove.