tutti quelli che mi stavano intorno.
Quella notte non c’era bisogno di portare nulla.
Theo non era un mio paziente.
Non sono stato io a salvarlo.
E se ci scegliessimo di nuovo, non sarebbe perché il cancro, il senso di colpa, la paura o undici anni di storia ci hanno intrappolati insieme.
Sarebbe perché l’ho scelto io.
E perché, finalmente, ho capito che anch’io avevo il diritto di scegliere me stessa.